Adotto un sistema a due portafogli: un portafoglio pigro di ETF ed un secondo gestito attivamente.
Breve intro: slow investments
Prima dei portafogli, c’è un’idea. La chiamo Slow Investments: contro il fast food della finanza speculativa, pochi ingredienti ma buoni, tenuti a lungo. Non è nulla di nuovo: è l’approccio che Graham, Buffett e Munger hanno applicato con successo per decenni.
L’idea di fondo è questa: le azioni sono pezzi di aziende reali. Il loro scopo è generare valore nel tempo attraverso la detenzione, non attraverso lo scambio continuo. Tutto il resto — certificate, derivati, trading — mi pare sia solo rumore.
Leggi tutto: Come organizzo i miei investimenti: portafoglio pigro e cherry pickingIl portafoglio pigro: la base
Il portafoglio pigro è la base, tranquilla e stabile, del portafoglio complessivo. Risulta ben diversificato geograficamente e tra classi di asset, poco costoso grazie agli ETF e resiliente a quasi tutti gli scenari.
Obiettivo: garantire la libertà finanziaria secondo la filosofia FIRE (Financial Independence, Retire Early).
Funzionamento: una volta definita l’allocazione, il processo è quasi noioso. Investo periodicamente, ignoro il rumore dei mercati e ribilancio una volta all’anno. Stop.
Allocazione: tra i tanti portafogli pigri esistenti, ho scelto una variante europea a metà tra Golden Butterfly e Weird Portfolio, basata su ETF. Nel mio caso è:
- 50% azionario
- 30% obbligazionario
- 10% oro
- 10% immobiliare
La sua forza sta nella semplicità: una volta deciso il piano iniziale si può inserire il pilota automatico; una formula di investimento che richiede solo costanza e disciplina nell’eseguire. Per fare un esempio, se penso di poter risparmiare 10.000 euro all’anno, potrei decidere di investirne ogni anno 5000 a gennaio in azioni, 3000 a marzo in obbligazioni, 1000 a giugno in oro e 1000 a settembre nell’immobiliare. As simple as that.
Il portafoglio attivo: l’hobby attivo
Il c.d. cherry picking — o gestione attiva — è l’altra faccia. Investire come Graham e Buffett significa cercare aziende che valgono più di quanto costano: comprare un euro a cinquanta centesimi e aspettare che il mercato se ne accorga.
Rispetto al primo, è un metodo che richiede tempo e, a mio avviso, una buona dose di passione e interesse personale. Tempo per leggere i bilanci, capire il business, stimare un valore intrinseco. E poi — la parte difficile — aspettare senza fare niente, anche quando il prezzo scende per mesi.
È la parte che mi diverte di più. È palestra, stimolo, piacere intellettuale. Ma è anche la parte in cui posso sbagliare di più, e lo so. Per questo occupa una porzione del patrimonio, non il patrimonio intero.
Obiettivo: ottenere un rendimento superiore al portafoglio pigro, tramite selezione attiva di singoli titoli su cui investire.
Funzionamento: analizzo stabilmente ed in via continuativa società che mi sembra possano essere sottovalutate. Tendenzialmente osservo le società possedute da fondi di investimento value, società che sono crollate per fattori temporanei, settori poco cool, piccole società tralasciate dai grossi investitori.
Allocazione: mi oriento su un’allocazione variabile. Almeno il 50-75% del portafoglio è costituito da un paniere di titoli azionari contenente non più di 20 titoli, di modo che ognuno rappresenti circa il 5% del portafoglio. Il restante 25-50% è allocato in titoli obbligazionari governativi di buona qualità a breve-media scadenza. La percentuale dell’obbligazionario oscilla in modo opportunista tra il 25-50%, così da tenermi un cuscinetto di liquidità per sfruttare eventuali crolli del mercato.
Come scegliere?
La domanda onesta è una sola: quanto tempo hai voglia di dedicarci davvero, non in teoria?
Se la risposta è “poco o nessuno”, nella mia esperienza il pigro da solo è più che sufficiente. Non è un ripiego — Warren Buffett stesso ha più volte raccomandato l’S&P500 come scelta sensata per la maggior parte degli investitori, e i rendimenti su Portfolio Charts parlano da soli.
Anche per chi sente il richiamo del value investing, il mio consiglio è di costruire prima il pigro e affiancargli il portafoglio attivo, non di sostituirlo.
Alcune precisazioni:
- il portafoglio pigro va adattato alla persona, ai suoi obiettivi e alle sue aspettative. Non ne esiste uno che vada bene per tutti;
- il portafoglio attivo funziona solo se ti diverte davvero. Non come idea astratta — ma nel concreto: leggere un bilancio la sera per rilassarsi. Se questa frase ti sembra strana, probabilmente non fa per te. Non stai rinunciando a niente.
Da dove continuare
- Slow Investments — l’idea di fondo, da cui parte tutto
- La ricerca del valore: la pazienza come vantaggio competitivo
- Il portafoglio pigro — come è costruito, con cosa lo alimento, come lo curo
- Il portafoglio attivo – titoli e rendimenti [in corso di pubblicazione]
- Investire come Graham e Buffett — i principi del value investing attivo [programmato]
- L’investment policy — le regole che ti scrivi prima di cominciare, per non cambiare idea ogni volta che il mercato si muove [programmato]
Nota: questo è un blog personale. Quello che leggi non è una consulenza finanziaria né un invito a comprare o vendere alcunché. Racconto quello che faccio io, con i miei errori.