Chi sono

Cammino del Nord, 2024

Cammino del Nord, 2024

“Beh, Dario: giurista pentito, avvocato convinto, economista per diletto, pellegrino per passione, curioso per necessità e viaggiatore per bisogno.”

Da pellegrino ho imparato che non è la meta a contare, ma il cammino. Un cammino fatto di persone, delle loro storie, della loro terra e, alla fine, della loro inesauribile e straordinaria umanità. E così, per scoprire questa bellezza che nutre la mia anima, continuo a viaggiare.

Nei limiti del possibile, di quello che mi è consentito e di quello che mi consento, cercando sempre di non abusarne. Creo questo blog per dar sfogo alla mia passione per la scrittura, così da restituire un po’ della bellezza che ricevo e rendere il mio viaggio e le mie passioni un’esperienza condivisa.

Ma c’è di più. Ed è per questo che vi propongo questa serie di Frequently Asked Questions.

Dario Battistella in Vietnam 2026

La domanda più importante

Perché viaggi?

Nel 2021 stavo percorrendo la prima parte della Via di San Francesco, da La Verna ad Assisi. Viste le buone opinioni che avevo raccolto, decisi di trascorrere una notte all’Eremo del Cerbaiolo.

Non mi dilungo sulla bellissima storia di quest’eremo che, come amava ripetere la perpetua ottantenne di don Claudio, “sta in piedi per miracolo di Sant’Antonio ed è la prova in terra dell’esistenza di Dio”. Quello che mi interessa è raccontare come mi rispose don Claudio quando gli chiesi: “Ma come avete fatto a capire che questo era il vostro posto nel mondo? Perché io faccio davvero fatica a trovarlo.”

Don Claudio mi rispose più o meno questo: “Non c’è un tuo posto al mondo inteso come luogo, se stai bene con te stesso puoi chiamare qualsiasi posto «casa». Se, invece, ti manca qualcosa dentro, non lo troverai certamente lì fuori.”

Ecco, viaggio per riuscire a definire un luogo (e tutti insieme) “casa”. Se nel farlo, poi, scopro ogni giorno quanto sia straordinario il mondo e bella la vita beh, tanto meglio.

Eremo del Cerbaiolo sulla Via di San Francesco luglio 2021
Eremo del Cerbaiolo — Via di San Francesco, luglio 2021

Perché viaggi da solo?

Prima per necessità, poi per passione. I primi viaggi da solo furono i periodi di studio all’estero durante l’università: Strasburgo, Amsterdam, San Francisco e, più tardi, León.

In realtà, prima di qualsiasi viaggio, chiedo sempre ai miei amici chi desidera accompagnarmi. Nove volte su dieci non può/vuole nessuno. Ecco che viaggiare da solo è diventata una necessità prima, poi una vera passione.

Ti piace viaggiare da solo?

A volte sì, a volte no. Conservo ricordi meravigliosi sia di viaggi in solitaria sia di viaggi con amici.

Una cosa che amo ripetere è che, in realtà, non si viaggia mai soli. Quando ho “pellegrinato” a piedi raramente ho camminato da solo per necessità — tanti erano i pellegrini sulla strada. Sicuramente conoscere le lingue e dotarsi di una mentalità curiosa e aperta aiuta la condivisione delle esperienze.

Qual è il tuo stile di viaggio?

Da un punto di vista economico: low-cost. Da un punto di vista di attitudine: camaleontico.

Dormire: principalmente ostelli e campeggi. Mangiare: perlopiù supermercato, salvo il cibo di strada e magari un pranzo/cena al ristorante se davvero ci tengo a provare qualcosa di locale. Trasporti: spesso scelgo la meta in base al prezzo del viaggio.

Lo stile “camaleontico” esprime la volontà di mescolarsi con il luogo e la sua gente, fare esperienza di ciò che può offrire senza giudicare con le lenti dei nostri paradigmi. E viaggiando così, fidatevi, diventa tutto più bello e interessante.

Passo di Ma Pì Lèng Ha Giang Vietnam 2026

La domanda scomoda

Come finanzi i tuoi viaggi?

Risparmi, investimenti e lavoro. Come amo spesso ripetere: “ci sono tre cose su cui non risparmio: sport, cultura e viaggi”. Su tutto il resto non spendo un euro se non è strettamente necessario.

Il value investing in questi anni ha sicuramente aiutato.

Passo di Ma Pì Lèng — Vietnam, 2026

Dario Battistella in amaca in Vietnam 2026
“Che c***o stai facendo?”

— quello che mi sento dire più spesso

Perché l’ennesimo blog di viaggi?

Per me stesso principalmente. Mi piace viaggiare, a volte mi piace scrivere ed il blog è una buona scusa per condividere le mie esperienze e la bellezza che incontro.

Parlerai di altro?

Sì, ogni mia altra passione: finanza, sport, bucket list e quello che mi passa per la testa. Una sezione del blog sarà dedicata al value investing.

Cos’è il value investing?

Una filosofia di investimento che per me è diventata un esercizio mentale molto simile ad un gioco: cercare il valore nascosto. Questo forse è il vero filo conduttore del blog: la ricerca del valore. Sia esso nascosto nei viaggi e nelle altre esperienze della vita, sia esso celato tra le pieghe di lunghi bilanci.

Perché investi?

Volevo diventare bravo a “far soldi”. Questo pensiero fisso mi spinse, appena diciottenne, ad aprire il mio primo conto corrente.

Non fu una scelta saggia, visto che il mio primo investimento fu in azioni MPS; ci persi più del 100% di capitale. Fischi che “stecca”! La rabbia mi portò allo studio e dallo studio nacque una passione, ma una passione di quelle vere: investire. Oggi mi occupo di finanza solo marginalmente nel mio lavoro, ma la passione rimane e mi assorbe in ogni momento, alla ricerca di un portafoglio che spero un giorno mi permetta di vivere di rendita.

A lato di ciò, trovo la Borsa un luogo incredibile, un luogo in cui si sommano le migliori intelligenze, in cui s’incontrano padri di famiglia e traders, giovani e vecchi; tutti, o quasi, pensando di saperla più lunga degli altri. Nei miei investimenti cerco di seguire gli insegnamenti di tre grandi persone, prima che autori: Benjamin Graham, Warren Buffett e Charlie Munger, il cui principale pregio è di diffondere la cultura, se non l’arte di investire, cosa ben diversa dalla speculazione.

Perché Beatstar? E il segugio?

A Milano, negli anni in cui lavoravo lì, qualcuno tradusse il mio cognome e non se ne andò più: Battistella → Beat-star. Da lì a presentarmi per scherzo come la «Beatstar Asset Management» il passo fu breve. Il nome è rimasto, e con lui il logo: un segugio.

Mi piace perché è ciò in cui più mi riconosco — il fiuto e la testardaggine di chi segue una traccia, la curiosità del furetto che deve infilare il naso ovunque. È lo stesso fiuto che porto nei viaggi e negli investimenti: cercare il valore dove gli altri non guardano, nei luoghi come nelle aziende.

Beatstar, in fondo, sono io quando non smetto di annusare.

Cosa non troverai su questo blog

Consigli che non mi darei da solo.
Certezze su cose che non sono certo.
Foto in posa davanti a monumenti.
Post motivazionali alle sei di mattina.

Vista di Assisi dalla Via di San Francesco luglio 2021

“Se sei arrivato fin qui, probabilmente ci troviamo.
Enjoy!”