Il portafoglio attivo: titoli e rendimenti

1 Ago , 2026 - Value Investing

Il portafoglio attivo: titoli e rendimenti

Nel precedente articolo ho spiegato le regole con cui costruisco e gestisco il portafoglio attivo. Qui faccio il passo successivo: mostro cosa contiene oggi, come sono distribuiti i pesi e quanto ha reso.

Il portafoglio pigro fa da fondamenta e cammina da solo; quello attivo è l’hobby che, a volte, paga.

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Una premessa sui numeri

Fino a qualche anno fa non calcolavo il rendimento complessivo, ma quello dei singoli titoli. Dal 2025 ragiono a quote, come un fondo: i versamenti e i prelievi modificano il numero di quote, non il loro valore, e quindi non falsano la performance.

La colonna «Rend.» misura la plus o minusvalenza non realizzata sul prezzo espresso in euro e non comprende dividendi o cedole. Il rendimento complessivo del portafoglio considera invece ciò che rimane al suo interno.

Il confronto con gli indici resta necessariamente approssimativo: fiscalità, costi, valute e tempi dei flussi impediscono un’equivalenza perfetta.

Un lavoro continuo

Il criterio è sempre lo stesso: comprare un euro a cinquanta centesimi.

Cerco aziende reali, comprensibili, che il mercato per qualche motivo scarta — un settore poco cool, un problema temporaneo scambiato per definitivo, una società troppo piccola perché i grossi investitori si prendano la briga di guardarla. Spesso parto da ciò che tengono in pancia i fondi value che stimo, poi mi rifaccio i conti da solo. Costruisco una watchlist con target price.

Questa fotografia non coincide ancora con l’assetto obiettivo descritto nella mia investment policy: oggi conto ventinove azioni e trentatré posizioni complessive, mentre obbligazioni e liquidità pesano circa il 17%, sotto il mio obiettivo del 25%.

Sto progressivamente consolidando il portafoglio, ma preferisco mostrare la situazione com’è, senza ripulirla a posteriori.

Titoli e pesi, uno per uno

Ecco la fotografia completa al 30 giugno 2026. Le categorie sono gestionali e personali: servono a capire il ruolo dei titoli nel portafoglio e non coincidono necessariamente con le classificazioni ufficiali.

Grafico a barre dei pesi per categoria del portafoglio attivo: beni voluttuari e ciclici 29,6%, industria e servizi 20,4%, obbligazioni 16,4%, difensivi 11,9%
I beni voluttuari e ciclici sono il blocco più grande; obbligazioni e liquidità, in grigio, si fermano al 16,9%.
SocietàPrimo acquistoCaricoPrezzoRend.Peso
Beni voluttuari e ciclici29,6%
Bertrandt21/05/202610,75 €8,78 €-18,3%1,7%
Gentex17/04/202619,27 €22,17 €+15,0%4,1%
Groupe Guillin25/03/202522,87 €22,80 €-0,3%1,9%
Kering25/03/2025203,17 €243,75 €+20,0%2,0%
Mercedes-Benz Group24/08/201749,07 €43,61 €-11,1%1,6%
Pandora21/05/202674,20 €99,76 €+34,4%4,2%
SEB02/10/202558,46 €46,02 €-21,3%3,3%
Signify15/11/202422,00 €16,49 €-25,0%2,3%
Swatch Group26/08/2025157,58 €213,39 €+35,4%3,6%
WPP31/03/20262,71 €2,70 €-0,4%4,9%
Industria e servizi20,4%
Trevi19/05/20253,07 €4,02 €+30,9%5,6%
Indel B19/05/202519,00 €19,55 €+2,9%1,6%
Wacker Neuson18/11/202413,20 €18,60 €+40,9%2,6%
Nexi29/12/20253,61 €3,59 €-0,6%4,6%
Poste Italiane13/01/20176,10 €28,73 €+371,0%6,0%
Obbligazioni16,4%
BTP Italia 23.06.26/2031 1,6%23/06/20268,3%
BTP 203325/02/20252,8%
BTP 202922/05/20265,2%
Beni di consumo difensivi11,9%
Associated British Foods18/11/202426,92 €22,80 €-15,3%1,9%
Diageo25/11/202426,24 €17,22 €-34,4%1,8%
Kraft Heinz20/05/202524,90 €21,02 €-15,6%1,8%
Savencia18/11/202452,08 €66,20 €+27,1%1,5%
Carrefour18/11/202413,81 €15,93 €+15,4%4,9%
Materiali di base9,5%
BASF17/06/201954,67 €46,59 €-14,8%2,1%
Buzzi24/02/202241,50 €44,48 €+7,2%2,3%
Vetropack Holding18/11/202427,76 €19,17 €-30,9%3,5%
Zignago Vetro18/11/20249,18 €7,13 €-22,3%1,6%
Energia4,6%
Fugro19/05/202511,22 €9,55 €-14,9%1,3%
Harbour Energy25/11/20242,81 €2,50 €-11,0%3,3%
Utility3,1%
A2A30/03/20201,11 €2,23 €+100,9%3,1%
Tecnologia2,1%
Alibaba24/11/2021108,39 €83,90 €-22,6%2,1%
Salute1,9%
Grifols22/11/202410,67 €8,93 €-16,3%1,9%
Liquidità0,5%
Carico = prezzo medio di acquisto in euro; Rend. = plus/minusvalenza non realizzata sul prezzo; Peso = quota sul valore totale del portafoglio. Quantità e importi complessivi non sono pubblicati.

Qualche parola sulle scelte

I beni voluttuari e ciclici sono al momento il blocco più grande: è l’area dove il pessimismo di breve crea più spesso prezzi interessanti, dal lusso di Kering e Swatch fino all’advertising di WPP.

Industria e servizi sono il secondo blocco, con storie come Trevi, Nexi e la vecchia Poste comprata anni fa a poco più di sei euro. I difensivi — Diageo, Carrefour, Kraft Heinz — fanno da zavorra buona: roba noiosa che la gente compra comunque.

Geografia e dimensioni

Il portafoglio è dichiaratamente europeo: oltre il 90% è riconducibile all’Europa e circa il 40% all’Italia, includendo i BTP.

Barra impilata dell’esposizione geografica del portafoglio: Italia 41,1%, resto d’Europa 50,4%, Stati Uniti 5,9%, Cina 2,1%
Un portafoglio dichiaratamente europeo: 91,5% fra Italia e resto d’Europa, BTP compresi.

Il resto è distribuito soprattutto tra Stati Uniti e una piccola esposizione alla Cina attraverso Alibaba. Per dimensione il portafoglio mescola grandi, medie e piccole capitalizzazioni, con un peso delle small cap superiore a quello di un indice tradizionale.

E i rendimenti?

I tre riferimenti non sono intercambiabili: servono a rispondere a domande diverse. Lo S&P 500 è il metro che Buffett indica da sempre a chi pretende di gestire attivamente. Il LifeStrategy 80 è la mia allocazione di default: è ciò che avrei ottenuto senza muovere un dito, quindi il costo opportunità vero. Il MSCI Europe è il confronto più severo, perché è lì che stanno davvero i miei soldi.

Grafico a barre del confronto rendimenti: nel 2025 portafoglio attivo +15,3% contro MSCI Europe +19,4%; nel primo semestre 2026 +1,2% contro +10,8%
Nel 2025 sopra il portafoglio pigro, nel primo semestre 2026 sotto tutti i riferimenti. Valori in euro.

Nel 2025 la quota del portafoglio attivo è cresciuta di circa il 15%. Nello stesso periodo lo S&P 500 total return espresso in euro ha reso circa il 5%, il Vanguard LifeStrategy 80% Equity UCITS ETF EUR Accumulating circa l’8% e il MSCI Europe net return in euro il 19,39%.

Nel primo semestre 2026 il portafoglio è cresciuto di circa l’1,15%; nello stesso periodo lo S&P 500 in euro ha reso circa il 13,6%, il LifeStrategy 80 l’11,29% e il MSCI Europe il 10,75%.

Il rendimento del portafoglio è calcolato al netto delle imposte effettivamente addebitate sui dividendi e sulle plusvalenze realizzate.

La lettura più onesta

Parto dalla parte scomoda: nel primo semestre 2026 ho fatto peggio di tutti e tre i riferimenti — Europa, portafoglio pigro e America — e non di poco. Il 2025 era andato meglio: sopra il portafoglio pigro e sopra l’America vista con occhi europei, ma comunque sotto l’Europa nel suo complesso.

Una spiegazione parziale ce l’ho già. Il 17% fra obbligazioni e liquidità pesa come una zavorra in un semestre in cui l’azionario è corso, e il peso delle small cap, superiore a quello di un indice tradizionale, è stato penalizzato invece che premiato. Ma sono ipotesi, non ancora un bilancio: l’analisi vera la faccio a fine anno, con un ciclo intero in mano.

Nell’appuntamento annuale ci sarà un’analisi più approfondita, è mia intenzione aggiornare i rendimenti ogni sei mesi.

Ad ogni modo, l’obiettivo di questo portafoglio è restare fedele a una filosofia — quella del valore — e verificarne i risultati su cicli sufficientemente lunghi.

Nota. Questo è un blog personale. Quello che leggi non è una consulenza finanziaria né un invito a comprare o vendere alcunché, tantomeno i titoli che ho citato: li nomino solo per raccontare come ragiono, con i miei errori. Le tue scelte di investimento restano tue, e farebbero bene a passare dal tuo cervello prima che dal mio. L’immagine di copertina è generata con l’intelligenza artificiale.


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