Vetropack: vetro fragile, patrimonio solido

10 Set , 2026 - Value Investing

Vetropack: vetro fragile, patrimonio solido

Dati e prezzo di mercato aggiornati al 4 settembre 2026. Prima pubblicazione: 10 settembre 2026, ore 15:44 (ora italiana). Produzione completata in pari data.

Disclaimer. Questo articolo racconta esclusivamente il mio percorso di analisi e le mie opinioni personali. Potrebbe contenere errori. Non costituisce consulenza finanziaria, raccomandazione o sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Possiedo azioni Vetropack (prezzo medio di carico CHF 26,15) e ho quindi un conflitto di interessi; non ricevo compensi né intrattengo rapporti professionali con Vetropack o con soggetti a essa collegati. Maggiori informazioni nel box «Informazioni sulla raccomandazione» in fondo all’articolo. Le immagini sono state generate con AI.

Mi pare giusto avviare la serie di analisi dei titoli nel mio portafoglio da uno a cui sono particolarmente affezionato e che è attualmente in perdita: Vetropack. Così da mantenere il giusto livello di umiltà.

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La mia tesi è che Vetropack possa valere circa CHF 36 per azione nello scenario centrale e fino a circa CHF 40 nello scenario favorevole, se la ripresa operativa diventerà durevole e Saint-Prex verrà valorizzata nella parte alta della mia forchetta. Sono stime personali su un orizzonte di 3-5 anni, non un prezzo obiettivo né un valore garantito.

Al prezzo di CHF 22,90 del 4 settembre 2026 il mercato riconosce poco più della metà del patrimonio tangibile e incorpora aspettative modeste sulla normalizzazione. Lo sconto è reale, ma non basta: Vetropack consuma molto capitale, opera in un mercato sovracapace e per il 2026 guida soltanto a un margine operativo leggermente superiore al 2,8% del 2025.

DatoValore
Prezzo di mercato usato nell’analisiCHF 22,90 (4 settembre 2026)
Capitalizzazione implicitacirca CHF 454 mln
Mio prezzo medio di caricoCHF 26,15
Patrimonio tangibile per azioneCHF 36,03
Valore centralecirca CHF 36,07
Scenario favorevolecirca CHF 40
Margine di sicurezza sul valore centralecirca 36,5%
Debito finanziario nettoCHF 176,2 mln (30 giugno 2026)
Equity ratio57,0%

Vetropack in breve

Vetropack è un produttore europeo di imballaggi in vetro controllato dalla famiglia Cornaz. La formulazione precisa è importante: il gruppo dispone di otto vetrerie in sette Paesi; considerando anche società commerciali e distributive, è presente in nove Paesi. Un forno temporaneamente fermo non cancella una presenza geografica, ma riduce la capacità effettivamente utilizzata.

Il vantaggio del vetro è una domanda relativamente stabile, legata ad alimenti e bevande. Il limite è la struttura economica: forni continui, energia, trasporti e ricostruzioni periodiche rendono difficile ridurre rapidamente i costi quando i volumi scendono. Nel 2025 la società stessa ha indicato la sovraccapacità di mercato come causa della pressione sui prezzi.

Linea di produzione di bottiglie in vetro con forno acceso: il business capital intensive di Vetropack

I numeri: il 2026 non prova ancora la ripresa

CHF mln201920212022202320242025H1 2026
Ricavi714,9816,5899,4898,8842,1778,9404,6
EBIT riportato90,281,689,191,334,321,611,8
EBIT rettificato58,637,516,6
Utile netto73,063,840,763,313,73,84,8
Esborsi per investimenti materiali121,1118,2194,1235,685,583,627,7

La fotografia è poco elegante. Tra il 2023 e il 2025 i ricavi sono scesi del 13,3%, mentre l’EBIT riportato si è ridotto di oltre tre quarti. Nel primo semestre 2026 le vendite, corrette per i cambi, sono tornate a crescere dello 0,7%, ma il margine operativo rettificato è sceso dal 5,5% al 4,1%.

Non basta quindi sostenere che le rettifiche non ricorrenti siano destinate a scomparire. Anche l’attività ordinaria rimane debole: la società segnala sovraccapacità, pressione sui prezzi e volumi non ancora sufficienti a diluire i costi fissi. Sarebbe comodo attribuire tutto alla chiusura di Saint-Prex e alle conseguenze della guerra, ma non sarebbe corretto.

Il conto economico non pubblica una riga chiamata margine lordo. Ricostruendo però il margine dopo materiali ed energia, questo scende dal 63,9% al 61,1%, circa 2,8 punti in meno. Nello stesso periodo le vendite della regione Svizzera/Austria calano del 9,7%, mentre Ucraina e Moldova crescono del 16,3%. Lo spostamento è coerente con un mix meno redditizio e aiuta a spiegare perché i maggiori volumi non si traducano in una crescita dei ricavi riportati.

Ci sono però tre elementi che l’EBIT riportato dell’ultimo esercizio non mostra da solo:

  1. Il 2025 comprende CHF 15,9 milioni di costi per chiusure, adeguamenti della capacità e rettifiche di valore. L’EBIT rettificato è CHF 37,5 milioni, non CHF 21,6 milioni.
  2. Il gruppo viene da un ciclo d’investimenti eccezionale: gli esborsi di cassa per immobilizzazioni materiali sono stati CHF 194,1 milioni nel 2022 e CHF 235,6 milioni nel 2023. Sono poi scesi a CHF 83,6 milioni nel 2025 e a CHF 27,7 milioni nel primo semestre 2026. Questo migliora la conversione in cassa, ma non dimostra ancora quale sia il livello sostenibile degli investimenti di mantenimento.
  3. La nuova Strategia 2035 punta, entro il 2030, a una crescita dei ricavi a bassa singola cifra, un margine operativo a doppia cifra e un ritorno sul capitale impiegato anch’esso a doppia cifra.

Il terzo punto è un obiettivo del management, non un risultato acquisito. Con ricavi nell’ordine di CHF 860–900 milioni, un margine operativo del 10% produrrebbe CHF 86–90 milioni di EBIT. Tra il 2019 e il 2023 Vetropack ha già ottenuto risultati operativi di quell’ordine: l’obiettivo, quindi, non appartiene alla fantascienza. Raggiungerlo nuovamente, in un mercato europeo ancora caratterizzato da sovraccapacità e pressione sui prezzi, resta però tutto da dimostrare.

Vetropack ha in programma la presentazione di Strategy 2035 il 16 settembre 2026. Questa analisi riflette soltanto le informazioni disponibili al 4 settembre 2026 e non tiene conto dei contenuti della presentazione: la aggiornerò, soprattutto per quanto riguarda investimenti di mantenimento e ritorno sul capitale, indicando la data della revisione.

Owner earnings: la normalizzazione che devo ancora meritarmi

Uso owner earnings nel senso della lettera Berkshire del 1986: utile netto più componenti non monetarie, meno gli investimenti medi necessari a mantenere capacità e posizione competitiva, e meno l’eventuale capitale circolante aggiuntivo. Non coincidono con il free cash flow di un singolo anno.

Se sottraggo meccanicamente al flusso operativo tutti gli esborsi materiali e immateriali, la cassa residua è circa +CHF 64 milioni nel 2021, −64 nel 2022, −166 nel 2023, +46 nel 2024 e +21 nel 2025: media annua circa −20. È un avvertimento, non la misura definitiva degli owner earnings, perché gli anni 2022-2023 comprendono il nuovo stabilimento di Boffalora.

La fotografia cumulata è ancora più severa. Dal 2019 al 2025 il free cash flow semplificato, definito come flusso operativo meno esborsi per immobilizzazioni materiali, è stato circa CHF 13 milioni; includendo anche gli investimenti immateriali diventa leggermente negativo. Nello stesso periodo Vetropack ha pagato agli azionisti circa CHF 157 milioni di dividendi. La differenza è stata assorbita dalla liquidità accumulata e, negli anni del grande ciclo di investimenti, dal debito: a fine 2019 il gruppo aveva circa CHF 79 milioni di cassa netta, mentre al 30 giugno 2026 presenta CHF 176 milioni di debito netto. È la migliore obiezione alla mia normalizzazione degli owner earnings e non va nascosta.

Boffalora è costato oltre CHF 400 milioni, è entrato in funzione nel 2023, sostituisce Trezzano, aumenta del 70% la capacità italiana e occupa 347.000 m². Questo documenta che una quota molto rilevante del capex era di crescita e rinnovo. Non consente però di sottrarre esattamente CHF 400 milioni dai CHF 547,9 milioni investiti dal gruppo nel 2021-2023: il costo del progetto non è ripartito pubblicamente per esercizio.

Resta un’obiezione seria: dopo l’enorme assorbimento di Boffalora, CHF 85,5 milioni nel 2024 e CHF 83,6 milioni nel 2025 potrebbero non rappresentare un regime sostenibile. Possono essere anche la coda di un razionamento degli investimenti, con manutenzione rinviata sugli altri impianti. Nel primo semestre 2026 gli investimenti di competenza sono CHF 19,1 milioni, ma la società continua a prevedere per l’anno un livello simile al 2025.

Per questo non tratto CHF 55–60 milioni come cassa già dimostrata. Uso quattro ipotesi: CHF 35 milioni se il recupero fallisce; CHF 45 milioni come prudente normalizzazione; CHF 55 milioni nello scenario centrale; CHF 60 milioni soltanto con ripresa quasi completa. La verifica decisiva sarà se questi importi sopravvivono a un ciclo intero di rifacimento dei forni.

La sicurezza patrimoniale secondo Graham

Al 30 giugno 2026 il patrimonio netto è CHF 721,4 milioni e gli intangibili CHF 7,2 milioni. Il patrimonio tangibile è quindi CHF 714,2 milioni; diviso per 19.824.000 azioni equivalenti dà CHF 36,03 per azione. A CHF 22,90 il P/TBV è 0,64x, coerente con uno sconto di circa il 36%.

MisuraCalcoloRisultatoLettura
Current ratio515,8 / 235,22,19xSupera appena la soglia classica di 2x
Capitale circolante netto515,8 − 235,2CHF 280,6 mlnCirca CHF 14,15 per azione
Debito finanziario LT / CCN277,1 / 280,60,99xDentro il limite Graham, senza molto spazio
NCAVattività correnti − passività totaliCHF −28,3 mlnNon è una net-net
Patrimonio tangibile721,4 − 7,2CHF 714,2 mlnCHF 36,03 per azione
Prezzo / patrimonio tangibile22,90 / 36,030,64xSconto di circa il 36%

Il debito merita una lettura separata. Al 30 giugno 2026 Vetropack disponeva di CHF 139,0 milioni di cassa e aveva CHF 315,2 milioni di passività finanziarie, di cui CHF 38,1 milioni a breve e CHF 277,1 milioni a lungo: il debito netto era quindi CHF 176,2 milioni, contro CHF 147,5 milioni a fine 2025. Nel semestre il nuovo finanziamento a lungo termine ha generato un afflusso netto di CHF 71,6 milioni e la cassa è aumentata di CHF 42,2 milioni. L’aumento del debito lordo deriva quindi soprattutto dal rifinanziamento, non dal finanziamento di perdite operative; l’incremento di circa CHF 28,7 milioni del debito netto riflette però anche il fatto che la cassa operativa semestrale non ha coperto investimenti e dividendo. L’equity ratio resta solido al 57,0%, ma CHF 176,2 milioni è il punto di partenza con cui misurerò il mio trigger di vendita sul debito netto.

La lettura è difensiva ma non risolutiva. Il rifinanziamento ha fatto salire insieme liquidità e debito, migliorando meccanicamente il current ratio senza creare nuova ricchezza. Gran parte del patrimonio è inoltre fatta di impianti specializzati, che in liquidazione potrebbero valere meno del libro.

A fine 2025 risultano CHF 15,6 milioni di immobili dati in pegno. Non li sottraggo dal valore: il pegno è una garanzia, non una perdita, e il debito garantito è già incluso nei conti. Sottrarli senza conoscere il perimetro produrrebbe un doppio conteggio; non è inoltre dichiarato che riguardino Saint-Prex.

Saint-Prex: upside possibile, non denaro in banca

La superficie di 120.659 m² non è un numero senza fonte: compare nel Rapporto annuale Vetropack 2021, pagina 17. Anche il riferimento comunale è verificabile: il Budget 2025 di Saint-Prex, pagina 9, include fra gli investimenti previsti l’acquisto di una parcella Vetropack di 8.366 m² a CHF 200/m². È però un riferimento industriale e una previsione di budget, non la prova di una vendita residenziale conclusa.

Area industriale dismessa sul Lago di Ginevra e possibile sviluppo urbano: scenario per il sito Vetropack di Saint-Prex

Vetropack ha cessato la lavorazione del rottame il 28 febbraio 2026 e il 31 agosto ha comunicato che lo smantellamento procedeva secondo programma. Nel bilancio 2025 gli immobili non operativi del gruppo erano iscritti per CHF 44,9 milioni. Il sito resta soggetto a demolizione, bonifica, infrastrutture, destinazione urbanistica, imposte e tempi amministrativi.

Applicare CHF 1.700–2.000/m² a tutta l’area produce un lordo di CHF 205–241 milioni. Il solo sconto finanziario al 9% per sette anni riduce CHF 205–241 milioni a circa CHF 112–132 milioni, prima di demolizioni, bonifiche e aree cedute. Provo a usare quindi CHF 90–130 milioni netti, con CHF 110 milioni nello scenario centrale. Non è una perizia, ma una fascia più coerente con le incertezze. Gli CHF 88,3 milioni di perdite fiscali riportabili del gruppo non sono automaticamente uno scudo sulla plusvalenza: il bilancio non chiarisce in quali entità e giurisdizioni siano utilizzabili, quindi non attribuisco loro valore nella stima.

Quanto vale? Quattro scenari

Valuto l’attività operativa come multiplo degli owner earnings normalizzati e aggiungo Saint-Prex, utilizzando multipli prudenti ma coerenti con il tipo di società.

Il passaggio da 9x a 11x non premia due volte il semplice aumento degli utili. Negli scenari da CHF 35-45 milioni uso 9x perché gli owner earnings restano fragili e la loro capacità di coprire manutenzione e debito non è dimostrata. Arrivare stabilmente a CHF 55-60 milioni richiederebbe invece più esercizi di conversione in cassa, investimenti di mantenimento sotto controllo e debito netto non crescente. È questa durabilità dimostrata, non il solo livello più alto degli utili, a giustificare 11x. Se CHF 55 milioni fossero soltanto il picco di un anno, il multiplo resterebbe 9x.

Bilancia tra produzione di vetro e immobile sul lago: le due componenti della valutazione di Vetropack
ScenarioOE CHF mlnRend. OEMultiploSaint-Prex netto CHF mlnValore/azioneSconto a CHF 22,90
Deterioramento357,7%9x60CHF 18,92−21,0%
Prudente459,9%9x90CHF 24,978,3%
Centrale5512,1%11x110CHF 36,0736,5%
Ripresa piena6013,2%11x130CHF 39,8542,5%

Lo scenario centrale vale CHF 715 milioni: CHF 605 milioni per l’attività (55 × 11) più CHF 110 milioni per Saint-Prex. Dividendo per 19,824 milioni di azioni equivalenti ottengo CHF 36,07. Rispetto a CHF 22,90 il margine di sicurezza è circa il 37%; rispetto al mio prezzo di carico dichiarato di CHF 26,15, il potenziale è circa il 38%.

La tesi di CHF 40 corrisponde invece allo scenario di ripresa piena: CHF 60 milioni di owner earnings valutati 11 volte producono CHF 660 milioni; aggiungendo CHF 130 milioni netti per Saint-Prex si arriva a CHF 790 milioni, pari a CHF 39,85 per azione. Questo valore richiede che entrambe le gambe della tesi funzionino. Se gli owner earnings si fermano a CHF 55 milioni o Saint-Prex resta vicino a CHF 110 milioni, il riferimento corretto torna verso CHF 36.

Cosa penso direbbe Warren

Non posso sapere che cosa direbbe davvero Warren Buffett. Posso però sottoporre Vetropack alle domande ricorrenti nel suo modo di ragionare.

Probabilmente apprezzerebbe un business comprensibile, una famiglia azionista con orizzonte lungo e una posizione geografica che limita in parte la concorrenza. Guarderebbe però con sospetto la quantità di capitale necessaria per restare fermi.

Boffalora conferma che il management sa investire su scala, ma non dimostra ancora che il capitale incrementale renda abbastanza. Oltre CHF 400 milioni per il 70% di capacità italiana in più sono un investimento importante; il −5,2% dei ricavi italiani nel primo semestre non ne misura il ritorno di lungo periodo, ma ricorda che capacità e domanda non crescono automaticamente insieme.

La sua domanda decisiva sarebbe: dopo tutti gli investimenti necessari, Vetropack può produrre CHF 55 milioni distribuibili con regolarità e senza aumentare il debito? Oggi la risposta è «forse», non «sì». Warren vedrebbe un prezzo potenzialmente attraente, ma non ancora una società inevitabile.

Cosa penso direbbe Graham

Graham partirebbe dal bilancio. A CHF 22,90 pago il 64% del patrimonio tangibile, il current ratio supera 2 e il capitale circolante netto copre appena il debito finanziario a lungo termine. Sono elementi difensivi reali.

Non troverebbe però una classica occasione di liquidazione. L’NCAV è negativo e una parte rilevante degli attivi è costituita da vetrerie specializzate. Saint-Prex è l’eccezione potenziale, ma una stima immobiliare senza destinazione approvata e senza preventivo di bonifica non sarebbe, per Graham, valore certo.

Probabilmente definirebbe Vetropack una situazione patrimoniale interessante, non una net-net e non ancora un affare dimostrato dai risultati correnti. Chiederebbe un ampio margine sul valore normalizzato e tratterebbe Saint-Prex come protezione aggiuntiva, non come permesso di ignorare la debolezza degli utili.

Perché il mercato potrebbe avere ragione

Il settore potrebbe essere cambiato. La debolezza può dipendere non solo dal ciclo, ma dalla sostituzione del vetro e da una sovraccapacità europea che comprime i prezzi.

Il 10% di margine può restare una presentazione. La guidance 2026 è vicina al 3%; fra questo livello e un EBIT del 7–9% necessario alla mia normalizzazione c’è molta strada.

La manutenzione differita può tornare. Gli investimenti recenti potrebbero essere insufficienti per una rete di impianti energivori, soprattutto dopo Boffalora e con forni temporaneamente fermi.

Saint-Prex può restare industriale o costare più del previsto. Senza cambio di destinazione, il riferimento di CHF 200/m² conduce a circa CHF 24 milioni sull’intera superficie, prima dei costi.

Famiglia, guerra ed energia contano. Gli azionisti di minoranza non controllano i tempi immobiliari; Ucraina e Moldova restano esposte alla guerra e il gas non è un costo accessorio per una vetreria.

Che cosa mi farebbe cambiare idea

Nel caso di Vetropack controllerò soprattutto questi fatti:

  1. margine operativo rettificato ancora sotto il 5% nel 2027 senza un percorso credibile di recupero;
  2. cassa operativa normalizzata incapace di coprire investimenti e dividendo lungo un ciclo completo;
  3. debito finanziario netto in aumento per finanziare perdite operative, non investimenti produttivi;
  4. indicazioni urbanistiche che rendano strutturalmente impossibile valorizzare Saint-Prex oltre l’uso industriale;
  5. costi di bonifica, demolizione o infrastrutture tali da assorbire gran parte del valore immobiliare;
  6. investimenti necessari stabilmente molto superiori agli ammortamenti, segno che la stima degli owner earnings è troppo alta;
  7. perdita durevole di quote di mercato o sostituzione del vetro nei principali segmenti di clientela.

Una quotazione che scende non compare nell’elenco. Il prezzo può obbligarmi a rileggere i fatti, ma da solo non è un fatto operativo.

La mia conclusione

Vetropack non è una società eccellente comprata a un prezzo ragionevole. È, almeno nella mia lettura, una società ragionevole comprata a un prezzo che incorpora molto pessimismo.

I conti 2026 non dimostrano ancora la ripresa: i margini sono compressi, due forni sono stati temporaneamente fermati e la guidance annuale resta vicina al 3%. Il dimezzamento del dividendo ricorda che la protezione della cassa viene prima della remunerazione dell’azionista.

Continuo però a vedere tre fonti di valore: un’attività che in condizioni normali può generare più cassa di oggi, un patrimonio tangibile di circa CHF 36 per azione e Saint-Prex. Dopo aver ridotto il valore netto del terreno a CHF 90–130 milioni, la mia stima centrale scende a circa CHF 36.

A CHF 22,90 il margine di sicurezza rispetto a questo valore è ancora circa il 37%. Ma dipende da una normalizzazione degli owner earnings non dimostrata e da una valorizzazione immobiliare incerta. Per questo considero CHF 36 una stima centrale e CHF 40 un caso favorevole, non un pavimento.

Il value investing non consiste nel trovare sempre un tesoro nascosto. Consiste nel pagare abbastanza poco da potersi permettere di aver sovrastimato qualcosa.

Nota. Questo è un blog personale. Possiedo azioni Vetropack e ho quindi un interesse economico diretto nel titolo. Quello che hai letto racconta come ragiono, con ipotesi che possono rivelarsi errate. Non è una consulenza finanziaria né un invito a comprare o vendere strumenti finanziari. Le tue scelte restano tue e farebbero bene a passare dal tuo cervello prima che dal mio.

Informazioni sulla raccomandazione

Informazioni fornite ai sensi dell’art. 20 del Regolamento (UE) n. 596/2014 e del Regolamento delegato (UE) 2016/958.

  • Autore: Dario Battistella. Scrivo a titolo personale. Non sono un intermediario autorizzato alla prestazione di servizi di investimento, né un consulente finanziario iscritto all’Albo OCF, e questo blog non è soggetto a vigilanza come soggetto abilitato.
  • Date: dati e prezzo aggiornati al 4 settembre 2026; produzione completata il 10 settembre 2026; prima diffusione il 10 settembre 2026 alle 15:44 (ora italiana).
  • Strumento e prezzo di riferimento: azioni Vetropack Holding SA quotate alla SIX Swiss Exchange; CHF 22,90 al 4 settembre 2026.
  • Orizzonte temporale: le stime di valore (circa CHF 36 nello scenario centrale, circa CHF 40 in quello favorevole, circa CHF 19 in quello di deterioramento) si riferiscono a un orizzonte di 3-5 anni. Non sono prezzi obiettivo e il prezzo di mercato può restare a lungo lontano da esse.
  • Metodo: owner earnings normalizzati (definizione della lettera Berkshire Hathaway 1986) moltiplicati per 9x o 11x, più il valore netto stimato dell’area di Saint-Prex, diviso per 19,824 milioni di azioni equivalenti; verifica patrimoniale secondo i criteri di Graham (patrimonio tangibile, current ratio, NCAV). Il dettaglio è nelle sezioni precedenti.
  • Sensibilità: ogni CHF 5 milioni in più o in meno di owner earnings sposta il valore di circa CHF 2,3 per azione a 9x e di circa CHF 2,8 a 11x; ogni CHF 10 milioni di valore netto di Saint-Prex lo sposta di circa CHF 0,50 per azione. Un passaggio da 11x a 9x nello scenario centrale riduce il valore di circa CHF 5,5 per azione.
  • Fatti e opinioni: i dati storici provengono dai bilanci e dai comunicati Vetropack e dalle fonti indicate sotto; scenari, multipli, owner earnings normalizzati e valutazione di Saint-Prex sono mie stime e ipotesi, che possono rivelarsi errate. I principali rischi sono descritti nelle sezioni «Perché il mercato potrebbe avere ragione» e «Che cosa mi farebbe cambiare idea».
  • Interessi e conflitti: possiedo azioni Vetropack, con un prezzo medio di carico di CHF 26,15. Non ricevo compensi né intrattengo rapporti professionali con Vetropack o con soggetti a essa collegati. Ho quindi un interesse economico all’aumento del prezzo del titolo.
  • Raccomandazioni precedenti: nei 12 mesi precedenti non ho pubblicato altre analisi con valutazione su Vetropack; il titolo compare solo come posizione nel post Il portafoglio attivo: titoli e rendimenti del 1° agosto 2026, senza stima di valore.
  • Aggiornamenti: non è previsto un calendario fisso. Ogni revisione sarà datata in testa all’articolo.

Fonti e verifiche


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